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mercoledì 24 febbraio 2010

Il Tempo - Olimpiadi, Zaia avverte Profumo

Il Tempo - Olimpiadi, Zaia avverte Profumo

lunedì 22 febbraio 2010

RENATO DE PAOLI Conferenza Stampa ISOLE SPARSE VENETO A SERA

 RE. VENETA 
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RENATO DE PAOLI
ELEZIONI 28 29 MAGGIO 2010
 ISOLE SPARSE VERONESI 
PALO AVI BENACESE SCUMIZIO (MINCIO) TION TARTARO TREGNON SANOA MENAGO LAVEGNO PIGANZO BUSSE' ADESE TORAZO FRATA GUA


Conferenza Stampa Rovigo

domenica 21 febbraio 2010

RENATO DE PAOLI DENUNCIA SALUTE ASL E ARPA NON SANNO.... cosa li teniamo a fare?

ROVIGO (9 febbraio) - Saranno svolti su un campione di 80 bambini residenti nel Delta del Po gli accertamenti dei periti incaricati dalla Procura di Rovigo di verificare se esista un rapporto di causa-effetto tra le emissioni della centrale Enel di Porto Tolle e le patologie respiratorie registrate nei ragazzini.
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Il pm Manuela Fasolato, con un udienza per un accertamento tecnico non ripetibile, ha affidato l'incarico ai consulenti Claudio Rago e Armando Cirillo, rispettivamente medico legale dell'Università di Padova e specialista in pediatria padovano.

La nuova inchiesta vede indagati i vertici attuali e passati di Enel, tra cui l'amministratore delegato Fulvio Conti e gli ex Paolo Scaroni e Francesco Tatò, che ieri erano rappresentati in udienza dai propri avvocati e dai consulenti che hanno a loro volta nominato per difenderli.

I bambini erano già stati monitorati, nel corso di uno studio epidemiologico di Asl e Arpa. Ai periti il compito di valutarne l'eventuale evoluzione o scomparsa delle patologie.


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sabato 20 febbraio 2010

RENATO DE PAOLI DENUNCIA LA VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI E CIVILI

ATTENZIONE! SENZA DEMOCRAZIA NON VI SONO “ELEZIONI”, MA SOLO VIOLENTE FINZIONI CONTRO DIRITTI CIVILI E UMANI



Roma, 19 febbraio 2010

ATTENZIONE! SENZA DEMOCRAZIA NON VI SONO “ELEZIONI”, MA SOLO VIOLENTE FINZIONI CONTRO DIRITTI CIVILI E UMANI
Se - come è purtroppo ormai probabile – si dovesse giungere al voto regionale del 28/29 marzo nelle attuali condizioni di negate legalità e democrazia, la decisione del parteciparvi o no s’impone sin d’ora come gravissimo, inevitabile problema di coscienza dinanzi all’inverarsi (per nonviolenti democratici quali siamo)del sicuro rischio di incorrere nel reato di complicità con opere di un Regime che negano radicalmente diritti umani, costituzionali, internazionali, individuali e collettivi; Regime che tende e sempre più riesce a ridurre lo Stato a mera copertura legalistica di questi crimini.
SI PRECIPITA VERSO ELEZIONI CAUCASICO PUTINIANE?(già dal 1992 è così!)
Dobbiamo constatare che il tempo fino ad oggi trascorso dalle “elezioni” europee (6/7 giugno) ha infatti sempre più e più gravemente coinvolto tutte le funzioni Istituzionali: politiche, amministrative, di controllo facendole letteralmente precipitare, per mera forza di gravità ,come in un pozzo senza fine di comportamenti – omissivi o attivi – di illegalità e di violenze antidemocratiche. Sugli sviluppi istituzionali - opposti a quelli verificatisi alle europee - ci rimettiamo alla documentazione già resa nota (quindi clandestina!) e alle sue più gravi, in pieno corso, accelerazioni di questi giorni.
IN CORSO STRAGE DI LEGALITA’ SENZA PRECEDENTI
Accelerazioni o radicali conversioni di fuoruscita da legittime funzioni come quella presa di posizione grottesca, scandalosa e desolante fornita dall’Agcom e quella della Commissione di Vigilanza in meno di 48 ore. L’Agcom, dopo un decennio di delibere critiche contro la RaiTv (circa 50), stravolge all’improvviso la sua giurisprudenza, mentre la Commissione di Vigilanza tenta di annullare quanto appena deliberato, cioè la proposta del Relatore Marco Beltrandi. In 48 ore registra il pentimento e il rovesciamento da quanto deliberato, della Destra berlusconiana, che torna precipitosamente all’ovile e alla greppia da sempre comune con i suoi “Komunisti”,
LE ELEZIONI CHE STANNO VIETANDO
Quella delibera aveva e ha come principale obiettivo quello di garantire, almeno nelle ultime quattro settimane prima del voto, alla maggioranza degli elettori pubblici confronti diretti tra tutte le forze concorrenti, oltre alla presenza e partecipazione ufficiale dei leader delle forze concorrenti; come in tutti paesi effettivamente democratici.
Si tratta di resuscitare effettive tribune politiche (ed elettorali) formalmente abolite contro le tassative leggi e norme che le impongono; dopo averle già ridotte a trasmissioni semi-clandestine, surclassate da convocazioni a giochi per plebi da Colosseo, per centinaia di milioni di ascolti, in sette mesi di poco meno di mezzo miliardo, per due sole serie di essi.
ALLE EUROPEE, DOPO LA MORAL SUASION DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: IN ITALIA VOTA IL 65% DI ELETTORI, A FRONTE DI UNA MEDIA EUROPEA DEL 43%. IL CONTRIBUTO DELLA RESISTENZA RADICALE
Quando, nel maggio scorso, il movimento Radicale e la sua Galassia documentarono che solo il 3% degli elettori erano informati su quali fossero le forze politiche istituzionali che vi partecipavano, subito intervenne un’alta opera istituzionale di “moral suasion” che concorse a sensibilmente correggere in positivo quantomeno il grado di mancato coinvolgimento civile e democratico – popolare, di violenza istituzionale contro la stessa esistenza di forze sgradite perché estranee al potere di Regime del monopartitismo partitocratico. Un risultato di tutto ciò si tradusse in modo clamoroso quanto oscurato, silenziato: proprio questa Italia risultò essere fra i primissimi dei 27 Stati dell’UE quanto a partecipazione elettorale (dopo Belgio, Olanda e Malta) l’Italia ha riscosso oltre il 65% di votanti contro una media europea del 43%.
La moral suasion del Presidente della Repubblica, provocata e consentitagli dalle denuncie e dagli interventi delle Liste Emma Bonino-Marco Pannella, con questo inaudito risultato hanno pienamente legittimato e validato la nostra decisione finale di partecipare a quelle “elezioni”.
FINALMENTE ARRIVA BERSANI, MA TROPPO TARDI PER RIPARARE AI MISFATTI VELTRUSCONIANI
Non venne invece mancato l’altro obiettivo del patto strategico tra Pd e Pdl, stipulato - e poi difeso - da una parte e dall’altra, da Berlusconi e da Veltroni-Franceschini: l’eliminazione di tutte le forze politiche estranee e non omologate a questo scellerato patto dalle elezioni nazionali del 2008, a quelle europee, e alle stesse regionali 2010. In particolare si è perseguita e ottenuta la dolorosissima eliminazione dal PE anche dei Radicali, dopo trent’anni di ininterrotta e spesso prestigiosa presenza europea e internazionale. Purtroppo Bersani è giunto, finalmente, troppo tardi per poter riparare il disastroso bilancio politico precedente.
Marco Pannella, Emma Bonino
I candidati Governatori della Lista Bonino-Pannella
Maurizio Bolognetti,Silvio Viale, Werther Casali, Maria Antonietta Farina Coscioni, Alfonso De Virgiliis, Marco Cappato, Marco Perduca
I responsabili dei soggetti politici della galassia radicale
Sergio Stanzani, Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito
Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani
Sergio D’Elia, Segretario dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino
Rocco Berardo, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni
Giorgio Pagano, Segretario dell' Associazione radicale Esperanto
Carlo Pontesilli, Segretario di Anticlericale.net
Niccolò Figà Talamanca, Segretario di Non c’è Pace senza Giustizia
Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani
Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani
I Parlamentari Radicali
Donatella Poretti, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci, Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti

Renato De Paoli Isole Sparsi Veneti candidato consiglio re.Veneta 2010

venerdì 19 febbraio 2010

RENATO DE PAOLI DENUNCIA LA PULIZIA ETNICA ANTIVENEXIA RICORDI 1945 - 1950

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giovedì 4 febbraio 2010


PULIZIA ETNICA AI VENEXI racconta Gigio Zanon

Venezia 04.02.10







I Nostri Fratelli Veneti “oltramarini”. In Loro ricordo.



Era finita la guerra da diversi mesi ed eravamo ancora occupati dagli alleati.

Vicino a casa mia c’era un ex convento di pertinenza della chiesa dei Tolentini, dei frati Teatini, che era stato soppresso dalle famigerate leggi napoleoniche ed adibito a caserma. Prima c’erano i militari italiani di non so quale specialità, ma poi fu occupato dagli inglesi. Davanti a questo ex convento c’era uno spiazzo, che chiamavamo “campazzo” dove noi ragazzi della zona si andava a giocare. Allora abitavo in campo della Lana e la chiesa dei Tolentini era la mia parrocchia.

Un giorno, all’improvviso, gli inglesi se ne andarono e si trasferirono sui locali di pertinenza del porto perché, ci avevano detto, stavano per arrivare dei profughi e i locali dell’ex convento servivano per loro. Inoltre gli inglesi dovevano sorvegliare questi profughi, ma noi ragazzi non ne capivamo il motivo.



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Solo ci accorgemmo che nel nostro “campazzo” si erano installati gli stessi uomini con il bracciale rosso sulla manica che qualche mese prima scorazzavano per Venezia a caccia di fascisti e di tedeschi.

Ci dissero che quelli che arrivavano erano gente che non era italiana, erano degli “sciavi” traditori e che venivano lì sistemati in attesa di trasferirli in altri luoghi perché a Venezia non li volevano.

Ci “consigliarono” anche di non trattare con loro nella maniera più assoluta perché era gente per nulla raccomandabile e che se ci avessero visto giocare o parlare con qualche ragazzo avrebbero preso dei provvedimenti contro di noi…

Dopo qualche giorno arrivarono.

Erano donne, vecchi, ragazzi come noi, bambini piccoli, si portavano dietro dei sacchi e alcune valige. Era una fila interminabile. Saranno stati qualche centinaio.

Una volta dentro, gli uomini dal bracciale rosso (che poi seppi che erano i partigiani della Garibaldi, sezione Ferretto)li accolsero con grida, sputi, spintoni, imprecazioni, quindi chiusero le porte dell’ ex convento e rimasero fuori di guardia.

Ogni giorno arrivavano militari, uomini ben vestiti, certi con il bracciale rosso ed altri con un bracciale verde, ed altri ancora. Dalla parte del canale – perché su due lati l’ex convento era circondato dall’acqua – ogni giorno arrivavano barche sorvegliate dagli inglesi che scaricavano sacchi con roba da magiare. E proprio dalla parte del rio delle Muneghette noi con il sandolo preso “in prestito” da Polo ,il pescivendolo di Corte Canal, noi si andava a spiare e vedere cosa facevano e a parlare con loro.

Passarono così un paio di mesi, poi riaprirono le scuole ed eravamo già ad ottobre. Mio padre – fortunatamente – non mi fece mai andare nelle scuole pubbliche, ma dai preti Cavanis. Quell’anno ero in terza elementare.

Verso i primi giorni di dicembre, alla chetichella, si aggiunsero a noi e nella nostra stessa classe sei di quei ragazzi che abitavano nell’ex convento e che avevamo conosciuto solo perché noi giravamo per i canali con la nostra barchetta e loro erano sempre affacciati alle finestre, dalle quali uscivano sempre degli odori a noi sconosciuti. Anche il modo di parlare era diverso dal nostro, seppure ci si capiva benissimo e le parole erano le stesse.




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Ovvio che fra ragazzi ci si parlasse, così come fu ovvio che qualche cosa ci dissero delle loro condizioni e dei motivi per cui si trovavano in quelle condizioni.

Ma da parlare con loro come Giulietta e Romeo, cioè noi in barca e loro dalle finestre, a poter dialogare direttamente a tu per tu durante la ricreazione era cosa ben diversa! I preti se ne accorsero che a noi interessava di più parlare con questi ragazzi, piuttosto che giocare le nostre solite partite di calcio.

Allora vennero in classe, ed anche nelle altre classi dove c’erano questi ragazzi, dei signori che ci spiegarono i motivi di quello che stavamo vivendo e chi veramente fossero quei ragazzi e i loro famigliari.

Erano i Profughi che scappavano dall’ Istria, dalla Dalmazia, ecc.

Ma … non ci avevano insegnato che quelli erano territori italiani? Anzi: ci avevano detto che erano territori veneziani, perché i confini di Venezia un tempo arrivavano fino a lì! Ed ora? Perché li cacciavano?

Dura da capirla a otto anni! Ma un po’ alla volta ci arrivammo! E diventammo amici: alla brutta faccia dei partigiani col bracciale rosso, che intanto avevano cominciato ad andarsene del campazzo.

E cos’ iniziammo a frequentarci, ad essere amici, a giocare assieme, a vivere assieme. Alle volte loro venivano a casa mia, o dei miei amici, e alle volte eravamo noi ad andare a casa loro. A casa loro… delle piccole stanze che una volta erano le celle dei frati, oppure dei grandi stanzoni con dei divisori fatti con le coperte sostenute da spago o da fil di ferro.

E le loro mamme e i loro nonni iniziarono a raccontare. I loro padri non c’erano o perchè erano spariti o perchè qualcuno di loro aveva trovato un lavoro fuori Venezia. Ma i più erano “semplicemente” spariti, e c’erano altre persone che da fuori facevano ricerche su dove fossero. Di alcuni sapevano che erano prigionieri chi in Germania, chi in Russia, e chi .. chi sa dove…

Ogni tanto si sentivano delle urla e dei pianti di disperazione: erano i famigliari di quelli dei quali si conosceva la fine: AMMAZZATI E GETTATI DENTRO LE FOIBE, molti di loro ancora vivi!!!

Era la prima volta in vita mia che sentivo questo nome: foiba! E mi raccontarono!

E raccontarono.

Raccontarono di quando, in piena notte, arrivavano i militari Jugoslavi – che loro chiamavano i “Tititni” – a cacciarli fuori di casa con pochi stracci e le loro case venivano immediatamente occupate dai famigliari dei titini. Del concentramento che avevano fatto nei pressi dei moli dei porti di Pola, di Fiume, ecc. durante il trasferimento dalle loro case al porto, diversi di loro sparivano e non ne sapevano più nulla. Non ne sapevano più nulla, finchè non vennero a saperlo: in quel modo che ho citato!

Poi furono imbarcati su delle carrette e messi nelle stive per poi essere spediti come bestie o come merce nei porti italiani. Io posso dire di come sono stati accolti a Venezia, perché me lo hanno raccontato loro stessi, non posso dire di come sono stati accolti negli altri porti, ma da come si è poi saputo, pare che il trattamento non sia stato differente.

Innanzitutto all’arrivo in rada – fuori dal porto di Venezia – vennero scortati da imbarcazioni militari con a bordo i soliti dal bracciale rosso. Una volta giunti a riva, a terra li aspettavano i militari inglesi che li schedavano, ed assieme agli inglesi c’erano i partigiani.

Fuori dei cancelli e fuori dal recinto del porto c’erano uomini e donne che li insultavano, li chiamavano sporchi slavi, fascisti, traditori, ecc. ecc. E rimasero sul molo del porto di Venezia per tutto il giorno e tutta la notte, finchè all’alba – dopo che i recinti del porto si furono svuotati dalla gente, li incolonnarono e li scortarono – a piedi, anche perché il tragitto dal porto non era molto lungo – fino all’ex convento, dove vennero ammassati.

Ogni giorno arrivavano le barche degli alleati a portare loro il cibo, e non potevano uscire. Solo i ragazzi per andare a scuola, e poi dentro di nuovo.

E così andarono avanti per un paio d’anni. Ovviamente la sorveglianza si era molto allentata, anzi: era quasi scomparsa. Ed allora anche l donne e i vecchi poterono uscire e raccontare!

E molte di quelle donne che prima li offendevano, poi le vidi piangere nell’ascoltare i loro racconti.

E ricordo ancora molti di quei ragazzi e i loro nomi. Con uno di loro mi sono trovato imbarcato quando navigavo con le navi dell’Adriatica. Con altri rimanemmo amici. Stilinovic, Buda, Cavin, Riavini, Bertuzzi, ecc.ecc. Con Stilinovic ci ritrovammo anche imbarcati assieme nelle navi dell’Adriatica, lui di coperta e io di camera.

Andando avanti con gli anni, e studiando la storia di Venezia, venni a sapere che tutti quei territori da cui erano stati scacciati erano stati da sempre territori veneziani. Specialmente quelli sulla costa. Ancora da prima che arrivasse Roma repubblicana e imperiale. Poi ridivennero veneziani sotto la Repubblica Veneta. Anche se gli ungheri e le popolazioni dei balcani spingevano per arrivare fino alla costa, quelle furono sempre terre venete!

L’ultima città ad ammainare la gloriosa bandiera di s.Marco fu la città più meridionale della Dalmazia: Perasto. E la bandiera veneta ancora giace sotto l’altare del Duomo di Perasto.

Poi arrivarono gli austriaci. E loro, imponendo l’egemonia su tutte le terre da loro sottomesse, trasferirono gli abitanti dei Balcani e dell’entroterra fino alla costa, iniziando così una pulizia etnica ante litteram. Al punto che depredarono moltissimi dipinti dalle chiese di Venezia – a quei tempi anche lei sottomessa all’impero – per trasferirli nelle chiese povere della Erzegovina, di Zagabria, ecc.

E questa epurazione durò fino al termine della prima guerra mondiale e al disciolimento dell’impero austriaco.

(Però gli austriaci seppero mettere a buon profitto l’esperienza dei veneti e dei veneti istriano-dalmati, specie nella marineria! E la famosa battaglia di Lissa lo può ben testimoniare! Al punto che quella vittoria venne classificata come l’ultima vittoria della Repubblica di Venezia! Infatti gli equipaggi delle flotta austriaca erano formati esclusivamente da veneti e da veneti-istriano-dalmati!)

Allora molti di quei territori ritornarono ad essere italiani.

Finchè non giunsero i comunisti titini slavi che li scacciarono del tutto.

E qui in Italia, anzichè accoglierli come fratelli, li accolsero con sputi e imprecazioni!

Nel nome della politica e della solidarietà comunista dell’epoca!

Ed io ho dovuto vedere tutto questo: all’età di otto anni!

Pensate che me ne possa dimenticare?

Gigio Zanon

Pubblicato da http://depaoli.pbwiki.com a 12.25

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giovedì 18 febbraio 2010

RENATO DE PAOLI AL PREFETTO DI VERONA e p. c. AL MINISTRO DEGLI INTERNI E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A TUTTI MEDIA

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RINOVELLATO IL COMUNICATO STAMPA N 1.18.11.08.12.11 emesso da

ISOLE SPARSE NEL FORUM DEI VENETI


LE ISOLE SPARSE SCOMPARSE DEL VERONESE A QUANDO LA RICOSTITUZIONE ISTITUZIONALE TANTO CARA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

DOPO IL FORUM I VENETI

DA GRISIGNANO DI ZOCCO HOTEL VENICE

Il Direttivo FORUM ha ratificato il giorno 17 novembre 2008, all'unanimità la proposta per riconoscere tutti i comuni cancellati dal 1796 1797 ad oggi nella giurisdizione della Repubblica Veneta e in  particolare quelli Veronesi. Avviata la procedura per il riconoscimento ufficiale. Tra essi c'è il Comune Asparetto, famoso per aver dato vita all'economia del mobile d'arte ;il Comune di Corezzo. Poi si è anche approvata la riunificazione amministrativa autonoma di Villafontana e Venera.


Si chiede al Prefetto di Verona in primis di ripristinare le giurisdizioni e le  anagrafi dei  comuni e in particolar  ristabilire la giurisdizione di Asparetto che fu soppresso nel 1810. (ne ricorre i 200 anni di pulizia etnica operata congintamente da Verona-Roma Stati invasori)
Queste storiche Isole Sparse sul Menago rinate nel FORUM DEI VENETI che  si è posto l'obbiettivo di ripristinare tutte le altre istituzioni Venete che hanno seguito la stessa sorte.
Il sottoscritto in rappresentanza dei Veneti chiede un incontro ufficiale con il Signor Prefetto di Verona per dare attuazione pratica alla richiesta. Un apposito gruppo di studio è anche al lavoro, sotto la direzione di Renato De Paoli per restituire la sovranità a tutte la statualità soppresse.

Renato De Paoli

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RENATO DE PAOLI CANDIDA RE. VENETO 2010 BASTA GENOCIDIO

MINISTRI VENETI E TUTI QUEI CHE VOL STARGHE.
OGNI ISOLA LA SO IDENTITA' OGNI ISOLA PARONA DEL SO MUSEO, OGNI ISOLA PARONA DE LE SO SCOLE , OGNI ISOLA I SO MAESTRI/E, OGNI ISOLA PARONA DE I SO PRETI , OGNI ISOLA LE SO RICERCHE . OGNI ISOLA I SUOI LABORATORI , OGNI ISOLA I SO RESTAURI.BASTA LE SOPRINTENDENZE SAVOIARDE MAGNA SCHEI E SCONDI ROBE.  BASTA CON QUEI CHE VEN DA FORA A SPIEGARTE CI TE SI E CI NO TE SI. BASTA CON LE SOPRINTENDENZE NAPOLEONICHE - AUSTRO - SAVOIARDE - FASISTE - DEMOSOCIALISTE - COMUNISTE ANTE E POST NEO PRODIANE PIDINE -
LE ISOLE AI ISOLANI , LE MONTAGNE AI MONTANARI, EL MAR ALA MARINA, L'ENDOLAGUNA E L'ACUA ALE ISOLE. BASTA SCANCELARNE I CIMITERI, ROERSARNE I STRI MORTI, LE NOSTRE PIERE, SCANCELAR I NOSTRI RICORDI.
BASTA BRUSARNE LE CASE.
by renato de paoli
a Sparè el Portego Lanza Rosa e De Paoli Paolino brusà primavera 1977

BASTA
BASTA  GIUDICI COLONIALI , L'ESERCITO COMANDA' DA ROMA E DA STATI STRANIERI A PORTARNE VIA L'IDENTITA' DELE ISOLE, A PORTARNE VIA I NOSTRI REPERTI MANU MILITARI. A NO CATAR CI NE VEN IN CASA.
BASTA "OPERAZIONI CULTURALI" ALLA LOSCHI, CON IL "GIROBOLLA" "GIROBALLA" DEI BENI CULTURALI.
DEOLTA LA NOSTRA ROBA. DEOLTA DAL PIGORINI DE ROMA, DEOLTA DA FIRENZE, DEOLTA DA ROVIGO, DEOLTA DA PADOVA, DEOLTA DA VERONA, DEOLTA DA VICENZA, DEOLTA DA VENEZIA, DEOLATA DA FERARA, DEOLTA DA PARIGI, DEOLTA DA VIENA.
POPOLI DE LE TRE STIRPI EREDI DELLE FEDERATE ISOLE SPAMPINE' NE L'UNIVERSITA' DEI SETE MARI IN PIE'. ALZEMO LA TESTA. ALZEMO LA TESTA . DIO NO VA FATI PAR SOLO LAORAR E PAGAR E FARVE ROBAR TUTO . NO SI MIA FATI SOLO PAR LAORAR PAGAR E FARVE DEROBAR FARVE SENTIR IGNORANTI E COPAR.
QUEI CHE NA ROBA' LA GIURISDIZION IE' GIUDICHEMO NOANTRI DELE ISOLE SPAMPINE NE L'ACUA SACRA. NOANTRI DEL BOSCO SACRO. NOANTRI CHE IN OGNI ISOLA GHEMO UN FORO , ANZI UN BUSO , UN POZO OGNI ISOLA. BASTA PORTAR VIA LA NOSTRA ROBA DEI NOSTRI AVI.
VIA I COMUNI DEMOCRATIZE COMPLICI PAR DOSENTODIESE ANNI DEI INVASORI.VIA I COMUNI CHE SCONDE I DOCUMENTI E NE SCANCELA I DIRITI L'IDENTITA' LE ISOLE. VIA LE ANAGRAFI INVENTE' DAI COLONIZATORI. TASSAR I LATIFONDISTI CHE A ROBA' EL GRANDE LAGO E LA GRANDA ENDOLAGUNA , I SA CIAVA' VIA LA FLOTA  E LA REPUBLICA , I'A' SVENDUO LA SOVRANITA' PAR LA PROPRIETA'. TUTI MASONI E MURADORI LORGAN IN TESTA CON LUDOVICO MANIN EL PI GRANDE DOGE INFAME CON SO MOIER.
NOANTRI GIUDICHEMO QUEI CHE  NE DERUBA.
NOANTRI G'HEMO EL DIRITO NATURAL DE GIUDICAR SE E' BEN O E' MAL . NO QUEI FORESTI CHE HA CAUSA' VENTI MILIONI DE EMIGRATI VENETI, QUEI CHE A TRANSUNSTANZIA' LA LAGUNA E A FATO LA BONIFICA INTEGRAL , QUEI CHE SPORCA TUTA L'ACUA APOSTA. QUEI CHE N'A INFOIBA'.
I NE SCONDE LA VERITA' OGNI GIORNO, NA CRICA DE SEDICENTI FORESTI BARONI BONI DA GNENTE CHE NE TRATA PEZO DEL TIBET PEZO DEI EBREI , PEZO DEI CROATI: GENOCIDIO SE CIAMA. DAL 1796 - 1797 . 1809 - 1810. 1814 .1815 1915 - 1918 - 19140 -1945 - 2010
VENETI DA L'ADA, AL CESE, DAL MINCIO AL PO - LIRON (SCANCELA' ANCA QUELO DAI ASBURGO SAVOIARDI - SUGAFOSI )DAL TION AL TARTARO DAL TREGNON AL MENAGO, DAL BUSE' A L'ADIGE, DAL TORAZO AL FRATA, DAL CIAMPO AL BISATO DAL BRENTA AL PIAVE DAL SILE AL TAIAMENTO, DAL STELA NATISSA, A L'ISONZO AL TIMAVO . IN PIE'.
PARONI A CASA NOSTRA. PARONI NELE NOSTRE ISOLE, PARONI DELA NOSTRA ACOA BELA FRECA DOLZE CIARA PULITA TRASPARENTE E ASE'.
ROBA TOLTA VA DEOLTA.
VIA I TRIBUNAI CHE NE CONDANA PARCHE' VOLEMO SALVAR DAL VILIPENDIO I NOSTRI AVI. VIA I CAPETI ISOLANI IN TORTA CON LE PREFETURE I TRIBUNAI COLONIALI  I CONSORZI COLONIALI MASONICI LE SOPRINTENDENZE COLONIALI.
IN PIE', ALZEMO LA TESTA E NO FEMOSE GIUDICAR DAI PARUCONI DE CITA'. DEOLTA OGNI ISOLA EL SO COMANDO. LIBAREMO I NOSTRI VECI VILIPESI IMPRESONE' LIGHE' DA ISTITUZION COLONIALI.
DEOLTA LE NOSTRE BARCHE, DEOLTA I NOSTRI PORTI, DEOLTA LA NAVIGAZION SU L'ACOA, DEOLTA EL PODER FAR EL BAGNO E NAVIGAR, PESCAR NEI FOSI.
DEOLTA LA FORESTA EL BOSCO LA SELVA . DEOLTA EL PESE DEOLATA LE ANARE, I OSEI E LE OSELE, DE OLTA EL CINGHIAL DEOLTA LE ANARE. DEOLTA N'DAR A TRAR NEL BOSCO. DEOLTA LE NOSTRE COSTUMAIE! DEOLTA LE NOSTRE CESE I NOSTRI PRETI LE NOSTRE SUORE. DEOLTA EL PATRIARCATO DE AQUILEIA. DEOLTA. DEOLTA LE NOSTRE ISTITUZION PICOLE E CIOSE.
BASTA CON LE TESTE CORONE' CHE VEN A FAR PLACITO NELE ISOLE.
FEDERALISMO CULTURAL CON I POPOLI ITALICI, ISTRIANI , DALMATI, ELLENICI, ILIRICI, PAFLAGONI TIBARENI DIOSCURI.
DEOLTA LA VENETIA FEDERAZION DE ISOLE SCANCELE' DA NAPOLEO - ASBURGO - CORONA INGLESE - BORBONI - MOSCA E ROMA.
DEOLTA LE NOSTRE GAZETE LA NOSTRA TELEVISON.
BASTA COL GENOCIDIO CULTURAL CHE SCONDE CHE VEGNEMO DA L'ACUA.
DEOLATA EL NOSTRO PARLAR EL NOSTRO SCRIVAR PIASE' VECIO DEL LATIN. DEOLTA.
POPOLI FEDERE' DE L'ENDOLAGUNA IN PIE'.ALTA LA TESTA. SU LE BANDIERE FEDERE'.
DISOBEDIENZA CIVILE GANDIANA TIBETANA NO VIOLENTA. MAGNAR MANCO CHE SE POL BESTIE: E GHE DA  MAGNAR LA POLENTA PIANTA' DA PAR TUTO DAI SUGAFOSI. FUMAR E BEAR VIN MANCO CHE SE POL I MONOPOLI GHE NE RISENTE. GIRAR IN MACHINA MANCO CHE SE POL , SE PODI' GIRE' IN BARCA CON FONDO PIATO MEIO. GHE RIMETE LE AUTOSTRADE. IUTAR PIASE' CHE SE POL TUTI CI GH'E' QUA'. DEOLTA LE BOTEGHE COI MAESTRI MARANGONI (MAR AGONI) VENETI. DEOLTA LA SCOLA VENETA.
CATAR LE CIAVE , VERZAR LE CIAVE.
RE NATO DELE ISOLE SPAMPINE NE L'UNIVERSITA' DELE SETE AVE MARI A TRI VENETI LONGOBARDI DEL PATRIARCATO DE AQUILEIA.
P.S.
DEOLTA ANCA A TUTA LA PENISOLA EL DIRITO NATURAL DE CI E' NATO LI.

PULIZIA ETNICA ( I VOL SCANCELAR I VENEXI )

MMMMMMMMMMMMMM
Venerdì 13 febbraio 2009 – ore 15
Venezia – Campo San Tomà (zona Frari)

Rogo di un libro:
“Iliade di Omero in idioma Toscano”



È una manifestazione contro la censura operata quotidianamente e spudoratamente dai media contro la cultura libera, contro scrittori, poeti e artisti, quelli non legati a consorterie politiche o affaristiche.
Una censura così quotidiana e così diffusa da sembrare paradossalmente “libertà d’informazione” e che colpisce la quasi totalità degli eventi culturali.
L’ “Iliade di Omero in idioma toscano” è solo un esempio. Invitiamo poeti, scrittori, artisti, operatori culturali a partecipare alla mobilitazione.

CONTRO LA CENSURA DEI MEDIA
Contro la censura dei libri – Contro la censura di scrittori e poeti
Contro la censura degli artisti – Contro la censura della cultura libera.
MMMMMMMMMMMMMM
TIBET FREE VENEXIA LIBARA - 1948 - 1797

DALAI LAMA: CITTADINANZA ONORARIA ISOLE SPARSE VENEXIA CAPITALE EL GIORNO DIESE DE FEBRAR 2009.
schiza su sto stramboto
http://depaoli.pbwiki.com/TIBET-VENETO

PULIZIA ETNICA DEFINIZIONE DA WIKIPEDIA

Sotto l'espressione pulizia etnica rientrano diverse azioni atte a rimuovere da un territorio la popolazione di un dato gruppo o sottogruppo etnico-culturale.
Nelle sue manifestazioni meno "cruente" è praticamente indistinguibile dall'assimilazione forzata e dalla deportazione di massa, mentre nei suoi estremi peggiori è equivalente ad un genocidio.
Le azioni di "pulizia etnica" sono il risultato di precise scelte politiche di governi e autorità, sulla base di discriminazioni etnico-linguistiche, religiose e ideologiche e su considerazioni di ordine politico e strategico.
Paradossalmente molte delle azioni di pulizia etnica meglio riuscite (pensiamo alla demagiarizzazione della Slovacchia e della Transilvania dopo il passaggio alla Romania[1]) nascono dall'applicazione di quel principio di "autodeterminazione dei popoli" tanto caro al presidente degli USA Woodrow Wilson[2] e alle potenze vincitrici della Prima guerra mondiale.
Di fatto quindi, gli stati nazionali, se da un lato si professano interessati alla tutela dei diritti dell'uomo e delle così dette "minoranze", dall'altro spesso hanno favorito in maniera incisiva l'assimilazione di popoli e culture.

http://209.85.135.132/search?q=cache:Jku4AfMn1lkJ:it.wikipedia.org/wiki/Pulizia_etnica+pulizia+etnica&cd=1&hl=it&ct=clnk

commento inviato al Gazzettino il 17-02-2010 alle 11:55 da istriano


...conosco un caso.nel 1927 con decreto del governo italiano sono stati cambiati i nomi slavi in quelli italiani. Dopo il 1945 un fratello ha tornato il suo cognome originale pauletic e altro fratello e rimasto con il cognome pauletich.


Ecco un altro anedotto vero come  quel decreto governativo che mettevano in atto i perfetti e sucesso che tre fratelli che vivevano in tre province, Trieste, Pola e Fiume si sono trovati con tre cognomi diferenti!

RENATO DE PAOLI ISOLE SPARSE VENEXIA :OLTRAGGIO ALLA MEMORIA

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Venezia. Imbrattato il monumento ai martiri VENETI  giuliano-dalmati a Marghera

Insulti e stelle a 5 punte sono stati tracciati con spray rosso a due giorni dalle celebrazioni per il giorno del ricordo.


VENEZIA (12 febbraio) - Insulti e stelle a cinque punte sono stati tracciati sul monumento ai martiri VENETI giuliano-dalmati in piazzale Martiri delle Foibe (ex Tommaseo) a Marghera. L'atto vandalico è stato denunciato e condannato dall'Udc di Marghera, ricordando che solo due giorni fa «le istituzioni e i cittadini hanno celebrato la giornata del ricordo per non dimenticare la bruttissima pagina di storia del nostro paese in cui tantissimi italiani hanno perso la vita e molti altri sono stati costretti a lasciare la loro casa e le loro terre per fuggire alle atrocità».

Indagini sono in corsoda parte della Digos della Questura di Venezia.

by Venezia
Sala grande San Polo