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sabato 31 marzo 2012

Trace letare arte: Renato De' Paoli (nom d'artiste : Re Nato a Sparè

Trace letare arte: Renato De' Paoli (nom d'artiste : Re Nato a Sparè: Renato De' Paoli (nom d'artiste : Re Nato a Sparè) [photos ci-dessus], dirigeant technique de la commune de Vicence, chargé, en tant que re...

lunedì 12 marzo 2012

L'Italia non tutela la minoranza linguistica storica Veneta.

Allora non è vero che la legge è uguale per tutti. Allora non è vero che tutti i cittadini italiani hanno pari dignità sociale senza distinzione di lingua, e la 482/99 ne è l’esempio più immorale e indifendibile.

Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie, cosa che in un Paese onesto con sé stesso dovrebbe essere un evento positivo. E invece no. La ratifica, basata sulla famigerata legge 482/99 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), include ovviamente le lingue minoritarie legate a popoli “di confine” o a enclavi dovute ad antiche migrazioni e/o mutamenti geo-politici: albanese (arbereshe), catalano, le varie lingue germaniche, grecanico, sloveno, croato, francese, franco-provenzale e occitano. Ma delle 10 lingue regionali storicamente parlate nei territori italiani e censite dall’UNESCO come in “pericolo d’estinzione” solo tre figurano nella ratifica, ovvero friulano, ladino e sardo. Lo Stato italiano azzittisce così in un solo colpo almeno 7 delle lingue regionali censite dall’UNESCO. Queste sono, in ordine alfabetico: emiliano-romagnolo, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, siciliano, veneto. Eppure queste lingue soddisfano ineccepibilmente i criteri della Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie, essendo appunto “usate tradizionalmente sul territorio di uno Stato dai cittadini di detto Stato che formano un gruppo numericamente inferiore al resto della popolazione dello Stato” (articolo 1.a.i), essendo in oltre “diverse dalla lingua ufficiale di detto Stato” (articolo 1.a.ii) e, in fine, non essendo “dialetti della lingua ufficiale dello Stato”.

http://www.lindipendenza.com/liberta-di-parola-ecco-la-lista-di-chi-non-ce-lha/

domenica 11 marzo 2012

"Foresti" a casa nostra.

Conoscenza del territorio e integrazione.

Una volta i CC in un paese come Azzano X conoscevano tutti a "VISTA", quando guardavano una ragazza del paese già sapevano chi erano i genitori, a quale parrocchia apparteneva, e se era fidanzata e con chi.

Non si stava tanto in caserma, si stava fuori tra la gente, pochissimo in macchina, si camminava, si entrava in un esercizio commerciale e si ascoltava e così via per tutte le ore di servizio.

Insomma si sapeva tutto di tutti.

Se adesso bisogna portare in caserma perfino una ragazza del posto per identificarla ?

Non c'era nessuno sul posto noto ai CC e degno di fede che potesse riconoscerla?

Questo è un pessimo segnale...

Siamo diventati "foresti" a casa nostra?
commento inviato il 28-09-2011 alle 17:32 da cc in congedo

IL COMUNE DI VENEZIA FA CAUSA AL GOVERNO: «LEGGI SIMILI A QUELLE DEL VEN...